Percorso 3: La Basilica di Sant'Antonio

Accessibilità al luogo

Barriere architettoniche: nessuna. Ascensore nel Museo Antoniano. Rampe per l’accesso ad alcune cappelle.

Accoglienza

Orari di apertura: con ora legale : 6.20 – 19.45
con ora solare (da lunedì 28 ottobre 2019): 6.20 – 18.45
sabato e domenica: 6.20 – 19.45

Biglietto: solo per Museo Antoniano (3€ intero, riduzioni per famiglie e bambini, gratuito per disabili e accompagnatori). 

Punto di informazioni: all’ingresso del primo chiostro. Vai al sito

Disponibilità guide: ufficio all’ingresso del primo chiostro. Guide per disabilità intellettive disponibile se richieste in fase di prenotazione.

Ambienti

Percorsi interni: agevoli anche per carrozzine.

Rumori forti o echi: assenti.

Punti di ritrovo e/o stazionamento: presenti.

Illuminazione: buona.

Eventualità di assembramenti: durante messe importanti, nella cappella dell’Arca e nella Cappella delle Reliquie.

Visita

Percorsi lineari e chiari: presenti.

Durata media della visita: da 30 minuti a 1 ora (con guida).

Percorsi facilitati: accordarsi con la guida.

Rumorosità durante il percorso: no

Obbligo di silenzio: si può parlare ma non ad alta voce.

Oggetti fragili: no

Materiale interattivo: guide da affittare.

Possibilità di sedersi lungo il percorso: sedie e panche.

Servizi

Bagni per disabili: presenti.

Punto ristoro: sala con tavoli e sedie per pranzo al sacco.

Distributori automatici: si

Bar/Ristorante: no

Shop: erboristeria e libreria religiosa. Interessante il settore per bambini.

Presentazione

La Basilica del Santo è sede pontificia ed è un Santuario internazionale visitato da quasi 5 mila persone all’anno.

Numerose sono le celebrazioni e manifestazioni che si svolgono qui. La più famosa è quella che cade nel mese di giugno, il 13, che è il giorno della commemorazione della morte di sant’Antonio ed è anche il giorno di una famosa e affollata processione che percorre il centro cittadino e vede la partecipazione di moltissime categorie di lavoratori e di associazioni. Ognuna di queste ha propri stendardi e abbigliamento: la Crocerossa, la banda dei vigili urbani, gli alpini, la protezione civile, le associazioni del commercio e dell’artigianato, ci sono varie bande musicali, i medici di strada, commercianti etc. il tutto con un servizio d’ordine di tutto rispetto con vigili e carabinieri in moto.

La basilica come la vediamo ora non è il risultato del progetto originale ma è frutto di una serie di restauri e abbellimenti che si sono resi necessari nel corso dei secoli. Non possediamo i disegni originali ma possiamo comunque farci un’idea ben precisa di come i padovani volessero la basilica dai molti dipinti medievali sparsi per la città, che mostrano una chiesa ben diversa da come la conosciamo oggi. Venne costruita per ospitare le spoglie del santo taumaturgo che richiamavano grandi folle di pellegrini. Le particolarità della chiesa sono le cupole, disposte a forma di croce, probabilmente un rimando alla basilica di San Marco. I vari interventi che si sono susseguiti hanno contribuito a creare un’armonia di stili molto diversi tra loro: gotico per i contrafforti, romanico per la facciata, bizantino per le cupole oltre ad un’influenza islamica per quanto riguarda le due torri gemelle che ricordano l’architettura dei minareti. Anche l’interno riflette questa varietà artistica.

La Basilica è ricca di opere d’arte di notevole pregio e valore. Per una visita artistica approfondita, vi consigliamo di consultare l’interessante sito del Santo o di prenotare una visita guidata all’ufficio informazioni ben segnalato nel sagrato della Basilica.

Se volete procedere con una visita veloce da soli, vi menzioniamo qui alcune delle meraviglie del santo.

Cappella di S. Antonio o cappella dell’Arca

Entrando in basilica e percorrendo la navata di sinistra, la prima cappella che si incontra è quella dell’Arca. Al centro sorge l’altare (opera di Tiziano Aspetti) in cui riposano le spoglie del Santo. Ai lati dell’altare ci sono due bellissimi candelabri (XII secolo). Nella Cappella si può camminare attorno all’altare, i fedeli possono posare una mano sul marmo scuro sul retro dell’altare, dire una preghiera o chiedere qualcosa al Santo. Questa è la cappella dove i fedeli portano foto, biglietti, ex voto…ce ne sono tantissimi.

Sulle pareti della cappella sono disposti nove rilievi di marmo che rappresentano scene di vita e miracoli di sant’Antonio (vedi scheda sui miracoli). Nella descrizione di un contemporaneo del Santo, Frate Antonio veniva definito grande conoscitore dell’antico e nuovo Testamento e  <potente in opere e parole>. Procedendo si arriva a:

Cappella della Madonna Mora

Questa cappella è ciò che rimane della chiesetta dove Frate Antonio celebrava le Messe. Qui si trova una bella statua di Maria su di un altare gotico.

Sulla sinistra si apre la:

Cappella dedicata a Luca Belludi

È una delle cappelle più famose e antiche dedicata ad un grande amico e discepolo di Sant’Antonio, beato Luca Belludi, molto amato nella città perché protettore degli studenti. In realtà la cappella è dedicata agli apostoli Filippo e Giacomo ma è stata intitolata a Luca Belludi perché ne contiene le sue spoglie. La cappella venne dipinta nel 1382 e si compone di ben 68 splendidi affreschi. Il lavoro venne affidato ad un artista molto importante per Padova, Giusto de Menabuoi che si occupò anche della decorazione del Battistero di Padova. Questi dipinti sono popolati da numerose figure e sono molto dettagliati e moderni per l’epoca in cui furono realizzati. Il pittore utilizza con grande abilità i colori chiari, realizzando degli intensi colpi di luce, tanto che alcune figure sembrano brillare come nel caso della Madonna con Bambino dell’abside. Uno dei dipinti più interessanti della cappella è la straordinaria veduta di Padova: questo affresco ci restituisce un’immagine della città di Padova come doveva essere nel Trecento con le sue mura, le torri bianche e rosse e il Palazzo della Ragione. Lo trovate sulla sinistra dell’altare dedicato al Beato Luca Belludi. Questo dipinto rappresenta anche un miracolo di sant’Antonio. Si vede, infatti, che Luca riceve una visione da parte del Santo ormai passato ad altra vita, il quale gli dice che la città di Padova presto sarà liberata dal tiranno Ezzelino da Romano che ormai da anni faceva vivere male tutti i suoi abitanti.

Uscendo e procedendo sempre sulla sinistra si incontra:

La cappella delle Reliquie

Questa cappella in stile gotico custodisce tantissimi reliquiari. In uno di questi si trova la lingua incorrotta del Santo. Di questa famosissima reliquia ne è stato fatto un film, “La lingua del Santo”, per la regia di Carlo Mazzacurati. Il film racconta in modo tragicomico della storia del furto della reliquia avvenuto il 10 ottobre 1991 ad opera della mala del Brenta. I malviventi credevano di aver preso la lingua, invece presero la reliquia del mento! La reliquia fu poi ritrovata settanta giorni più tardi. Il fatto ebbe risonanza mondiale, a testimonianza di quanto sia conosciuto Sant’Antonio.

Altare Maggiore

Ricchissimo di opere è l’Altare Maggiore con il Presbiterio. Qui vi consigliamo una visita con una guida per ammirare i bronzi di Donatello, di Andrea Briosco, di Bartolomeo Bellano e i numerosi affreschi relativi all’antico e nuovo Testamento.

Sulla sinistra dell’altare si può ammirare il grande candelabro in bronzo del Briosco, definito il più bello del mondo.

Qui si trova la consolle del duplice organo. La Basilica ha una lunga e considerevole tradizione musicale. Di qui passarono anche Giuseppe Tartini e Oreste Ravanello.

La cappella di san Francesco

Nella navata di destra verso l’uscita si trova l’interessante cappella di San Francesco. I bellissimi affreschi con le storie del santo che la decorano sono caratterizzati da un intenso azzurro che avvolge completamente lo spettatore come se si trovasse all’interno di una piccola grotta aperta sul cielo. In origine la cappella era dedicata a Santa Chiara e venne intitolata a San Francesco solo in anni recentissimi. Infatti, questo ambiente venne decorato nel 1926 ma il pittore fu talmente abile che la cappella si adatta perfettamente all’ambiente circostante.

I Miracoli del Santo

Un modo per cominciare a visitare questa bellissima basilica è quella di scoprire cosa il Santo abbia fatto durante la sua vita e anche post mortem! Dipinti che descrivono momenti della vita del Santo ce ne sono parecchi, ma qui vi descriviamo gli altorilievi che sono sulle pareti della Cappella dell’Arca che custodisce le spoglie di Sant’Antonio.

Entrando in Basilica, dirigetevi nella navata di sinistra e la prima cappella che incontrate è quella dell’Arca. Qui ci sono nove marmi scolpiti dai più famosi artisti del rinascimento.

Il primo rilievo che troviamo rappresenta la vestizione di Sant’Antonio. Tutti gli altri otto, invece, descrivono alcuni dei più conosciuti miracoli del Santo.

Marmo 2: il marito geloso

     

Questo miracolo accadde in Toscana dove, in quel momento, si trovava a passare il Santo. La storia è molto semplice e purtroppo ancora attuale. Un cavaliere, nobile e ricco, cadeva facilmente preda di scatti d’ira e quel giorno se la prese con la moglie e la percosse in modo tale da ridurla in fin di vita. I servi prestarono soccorso alla sventurata mentre il marito, pentito, andava a chiamare il frate Antonio (la cui fama di santità era già nota) affinché potesse risolvere la situazione. Frate Antonio arrivò al capezzale della poveretta e…ecco il miracolo. Alle preghiere di frate Antonio la moglie si alza dal letto completamente risanata.

Marmo 3: un giovane resuscitato scagiona il padre di Sant’Antonio dall’accusa di omicidio

Questo miracolo in realtà ne contiene due. Nella città natale di Frate Antonio, Lisbona, venne commesso un delitto: un ragazzo fu ucciso e seppellito di nascosto nell’orto della casa dei genitori di Antonio. Il padre di Antonio fu subito accusato di omicidio e per questo fu arrestato e condotto in carcere. Frate Antonio, sebbene fosse a Padova, seppe del fatto per ispirazione divina. E così quella sera uscì dal convento e, mentre camminava nella notte, fu trasportato per divino prodigio fino alla città di Lisbona a ben 2300 chilometri di distanza. Entrando in città di mattina, si diresse dal giudice e lo pregò di prosciogliere dall’accusa suo padre. Ma il giudice non gli dette ascolto, cosicché Antonio chiese che venisse portato davanti a sé il corpo del ragazzo assassinato. Così fu fatto e a questo punto Antonio gli chiese di alzarsi e di dire il nome del suo assassino. Il ragazzo fece il nome del vero assassino e il padre di Antonio fu completamente scagionato e liberato. Antonio rimase in compagnia dei suoi familiari per tutta la giornata, poi, la sera uscì da Lisbona e il mattino seguente si ritrovò a Padova.

Marmo 4: Eurilia annegata risorge

Una bambina, Eurilia, durante una breve assenza della madre, cadde nel fosso vicino casa e annegò. La mamma appena tornò a casa recuperò dall’acqua la figlia ormai esanime e, con i vicini accorsi a vedere cosa fosse successo, cercò inutilmente di rianimarla. A questo punto la madre invoca Sant’Antonio facendo un voto. Appena emesso il voto Eurilia si rianimò.

Marmo 5: Sant’Antonio resuscita un bambino annegato

Nella città di Lisbona, un bambino di 5 anni (figlio della sorella di Antonio) andò a giocare con gli amici e assieme uscirono in barca in mare. Purtroppo, la barca si rovesciò. Tutti riuscirono ad arrivare a riva nuotando, tranne il bimbo di 5 anni. La madre accorrendo sul posto tre ore dopo, riebbe dai pescatori il corpo del bambino annegato. Ma non lo volle seppellire e chiese al beato Antonio di ridare la vita al bambino. Nel chiedere ciò fece voto di offrirlo al suo ordine per servire Dio. Subito il bambino risorse. La madre compì il voto emesso e il miracolato visse santamente nell’ordine.

Marmo 6: Il cuore dell’usuraio

Ci troviamo ancora una volta in Toscana. Frate Antonio si ritrova a partecipare al funerale di un uomo molto ricco. Improvvisamente, Antonio ad alta voce dichiara che quell’uomo non va sepolto in luogo consacrato. Va sepolto, invece, sotto le mura della città. Il motivo è molto semplice. Quell’uomo non ha cuore! Il suo cuore, invece, lo si può trovare dove c’è il suo tesoro, le ricchezze accumulate durante la sua vita. Furono chiamati i chirurghi, i quali aprirono il petto alla salma. Ma non vi trovarono il cuore! Il cuore, secondo la predizione di Antonio, fu trovato nella cassaforte dov’era conservato il denaro.

Marmo 7: Il piede reciso e riattaccato

Un giorno un giovane padovano, di nome Leonardo, si recò da Frate Antonio per confessare un atto molto grave compiuto contro la madre. In uno scatto d’ira aveva dato un calcio così forte alla madre da farla cadere a terra. Antonio rispose che un piede che colpisce un genitore dovrebbe essere tagliato. Leonardo, ragazzo un po’ sempliciotto, non capì il vero senso della frase. Tornato a casa, preso dal rimorso per la colpa commessa, si amputò il piede. La notizia di una punizione così crudele si diffuse in un baleno per tutta la città. La madre vedendo il figlio mutilato, corse subito al convento dei frati e a gran voce incolpa frate Antonio di essere stato l’istigatore della mutilazione di suo figlio. Il Santo cercò di calmarla e andò con lei all’abitazione dello sventurato. A questo punto Antonio, pregando, prese il piede mozzato e lo riattaccò alla gamba di Leonardo. Il ragazzo subito balzò in piedi completamente risanato.

Marmo 8: Il bicchiere di vetro rimasto intatto

Un giorno, quando ormai Frate Antonio era già morto, un cavaliere di nome Aleardino, venne a Padova. Mentre era a tavola discorrendo con gli altri commensali, affermava di non credere ai miracoli del Santo. Con aria di sfida disse che se sant’Antonio avesse fatto rimanere integro il bicchiere di vetro che si apprestava a lanciare sul selciato, avrebbe creduto ai miracoli di sant’Antonio e si sarebbe convertito. E dal posto in cui sedeva, lanciò il bicchiere. Il bicchiere sbatté violentemente sulla pietra a terra, ma resistette, il vetro non si ruppe e restò intatto. Si ruppe, invece, la pietra su cui sbatté.  Alla vista del miracolo, Aleardino raccolse il bicchiere e lo portò ai frati raccontando loro la storia. Il cavaliere Aleardino si convertì.
 Il bicchiere lo si può vedere ancora intatto nella cappella delle reliquie.

Marmo 9: Il neonato che parla

Questo miracolo avvenne a Ferrara dove un marito fu colto da un terribile sospetto e cioè che il figlioletto appena nato non fosse suo e accusò la moglie di adulterio. Frate Antonio, chiamato per cercare di risolvere la situazione, prese in braccio il neonato e tranquillamente gli chiese di dire chi fosse il suo vero padre. Il bambino, di pochi giorni di vita, parlò molto chiaramente e guardando negli occhi il marito di sua mamma disse: “Ecco questo è mio padre!”  Il miracolo fece riconciliare i due coniugi e Antonio, prima di andarsene, disse al marito di amare sua moglie.

Chiostri e Musei

I chiostri sono cinque: del Paradiso, del Noviziato, della Magnolia, del Generale, del Museo (o del beato Luca). Da quest’ultimo si può accedere al Museo Antoniano e al Museo della Devozione popolare (previo pagamento di un biglietto).

Dal chiostro del Generale si può accedere all’interessante mostra multimediale sulla vita di sant’Antonio, “Antonius” (ingresso libero).

Sul sagrato della Basilica del Santo si affacciano due chiesette: l’Oratorio di San Giorgio (a sinistra) e la Scuola del Santo (detta anche Scoletta) dove si ritrovano dipinti raffiguranti i miracoli del Santo. Ci sono anche tre affreschi giovanili di Tiziano.

Come arrivare e sicurezza del tragitto

Indirizzo e contatti: Piazza del Santo 11,  35123 Padova. Tel. : 049 8225652. Email: infobasilica@santantonio.org. Sito web: https://www.santantonio.org/it. Vai alla mappa del percorso 3.

Trasporto pubblico: 
Tram, fermata: Santo. Distanza da percorrere a piedi dalla fermata: 3 minuti
Bus n. 3, 12, 16, 18, 22. Fermata: Riviera Businello. Distanza da percorrere a piedi dalla fermata: 3 minuti
Costi: biglietto singolo 1,30€ per 75 minuti, biglietto family 3,00€ per 6 ore valido per 5 persone con un massimo di 2 persone sopra i 12 anni e almeno 1 al disotto dei 12 anni. Maggiori informazioni sulle tariffe.
Tutti i tram sono attrezzati per il trasposto di carrozzine. Il tram è il mezzo con maggiore frequenza.

Trasporto privato+pubblico: Parcheggio: Park Guizza (tangenziale uscita 10). Di fianco al parcheggio c’è il capolinea del tram. Una scritta luminosa annuncia l’orario di partenza del tram. I biglietti sono in vendita presso il bar (orari bar: lu-ve 6-21, sa 6-19, do 9-17). Fermata del tram: Santo. Costo del parcheggio: 1€/giorno.

Trasporto privato: Parcheggio di fianco al Santo con parcometro. Ci sono posti per disabili.
Piazza Rabin (Prato della Valle). Distanza da percorrere a piedi: 20 minuti (1.4km). Possibilità di prendere dei mezzi pubblici (tram e bus). Costo: 1€/ora. Parcheggi riservati ai disabili: presenti. 
Altri parcheggi a Padova

Sicurezza del tragitto

Traffico: zona a traffico limitato o con traffico modesto se si parte dal parcheggio Rabin
Marciapiedi: presenti e larghi.
Attraversamenti: con passaggio pedonale/semaforo.
Rumorosità lungo il percorso: scarsa. 

Nei dintorni

Altri monumenti vicini: Statua del Gattamelata, Odeo Cornaro e monumenti del percorso 1, 2 e 4.  

Guarda la mappa!

Gelateria artigianale Friso, Casa del Pellegrino, Gelato di Ruggero, Caffè Diemme, Gelateria Panciera. Vai ai dettagli.

Drogheria Preti.